Alghero a tavola

Città affascinante, Alghero. A cominciare dal suo dialetto, che ha ben poco da spartire con gli altri idiomi di Sardegna, poiché deriva dal catalano, lingua parlata ancora oggi in Spagna nella regione di Barcellona. E aria di Spagna si respira anche passeggiando nel centro storico, punteggiato di ristoranti e trattorie i cui menu sono strettamente legati ai più caratteristici prodotti di questo ventoso territorio.

Fra terra e mare

È una cucina di mare, quella di Alghero, impreziosita dalla presenza dell'aragosta, prestigiosa protagonista della gastronomia locale. Ma sarebbe riduttivo limitarsi al mare: l'offerta culinaria di questa assolata città ispano-sarda contempla tutti i prodotti dell'agricoltura isolana. E così i carciofi, i pomodori, il maialino da latte (porceddu), i formaggi caprini, entrano a pieno titolo nel ricettario algherese. Tutte le preparazioni sono comunque molto semplici, il che è reso possibile dalla qualità degli ingredienti e dal loro sapore schietto e deciso.

Un fiore all'occhiello

L'aragosta viene spesso servita semplicemente lessata e condita con olio extravergine di oliva e limone. Ma la si può gustare anche in insalata ed è ottima come ingrediente principale di sughi per la pasta a base di pomodoro, dal sapore freschissimo, per condire Spaghetti o Fettuccine all'Uovo. Ed è tale l'amore degli Algheresi per il crostaceo da dedicargli ogni anno tra maggio e giugno una rassegna gastronomica, dal titolo "L'Aragosta nella cucina algherese": vi partecipano vari ristoranti della città che, a prezzi più contenuti rispetto al resto dell'anno, propongono menu a base di aragosta, trasformando la città in un grande ristorante di mare. Oltre ai crostacei, nella tradizione gastronomica locale tutto il pesce merita una menzione speciale e soprattutto il metodo di cottura, la brace, che ne preserva ed esalta il sapore affidandosi esclusivamente al sapiente uso di erbe aromatiche.

Sapori poveri e sofisticati

Le stesse erbe vengono utilizzate per insaporire anche carni e selvaggina, cotte lentamente su braci di leccio e corbezzolo e speziate con alloro e mirto. Anche le zuppe sono grandi protagoniste della cucina algherese, e sarda in generale, preparate con abbondante brodo caldo (di pecora, quello tradizionale), versato sopra il caratteristico pane carasau, sottile e croccante, arricchito di pomodoro e pecorino.

Per una degna conclusione

E per finire degnamente un pranzo o una cena, nel cuore di Alghero c'è solo l'imbarazzo della scelta vista la ricca offerta di dolci della tradizione sarda, a cominciare da quelli a base di pasta di mandorle ("gueffos"), per finire con le "seadas", ravioli farciti di pecorino, fritti in olio bollente e serviti caldissimi e ricoperti di miele. Per i vini, due sole indicazioni. Fra i bianchi il profumatissimo Vermentino di Gallura, da servire fresco, ideale con tutti i piatti di pesce e con le carni bianche; fra i rossi il consiglio è rappresentato dal Cannonau, vino di corpo caratterizzato da gradazione sostenuta, ottimo per accompagnare gli arrosti della tradizione sarda, a cominciare dal maialino da latte cotto alla brace, proposto in molti ristoranti e agriturismi della provincia.

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