Viaggia e assaggia

Viaggio in cima al Friuli

Viaggio in cima al Friuli


Un paesaggio incontaminato, ricco di fiumi, laghi, boschi e prati profumati da erbe aromatiche e officinali. Le specialità di una tradizione gastronomica unica, da gustare fra le montagne che ne hanno custodito e tramandato i segreti, la ricchezza di profumi e i sapori.



Itinerario
1
Tolmezzo e la Valle del Tagliamento
LOCATION
Tolmezzo

INDIRIZZO
piazza mazzini, 1 Tolmezzo


La porta d'ingresso della Carnia, per chi arriva da Venezia, è Tolmezzo, il capoluogo storico della regione, situato ad una cinquantina di chilometri a nord di Udine. Città di origini antiche, fondata probabilmente dai romani, diventò nel '700 un importante centro tessile e industriale, grazie all'imprenditore Jacopo Linussio il quale aprì una manifattura che arrivò a esportare i suoi prodotti tessili anche all'estero.

Tracce di quell'epoca si ritrovano nel Borgàt, il centro storico, caratterizzato da eleganti palazzi in pietra e vie porticate. In Piazza Mazzini si può ammirare la Chiesa di Santa Caterina, di fine Settecento; del Settecento è anche il Duomo di San Martino, progettato da Domenico Schiavi, affacciato sulla centrale piazza XX Settembre. A Tolmezzo è consigliabile visitare il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, all'interno di Palazzo Campeis. In venti stanze, che svelano agli occhi dei visitatori molte delle caratteristiche del mondo carnico, ci si aggira fra ambienti domestici (nelle cucine carniche il tipico focolare è al centro della stanza, circondato da panche) e botteghe artigiane, fedelmente ricostruite con mobili, suppellettili e arnesi di varie epoche. Una stanza del museo è poi interamente dedicata alla tradizione della filatura e della tessitura, con molti esempi della produzione di Jacopo Linussio.

Questa forma d'artigianato sopravvive ancora oggi a Villa Santina, il primo paese che s'incontra arrivando da Tolmezzo nella Valle del Tagliamento dove è possibile comprare lenzuola, tendaggi, tovaglie, copriletti in lino, cotone, misto seta che riproducono i motivi dei tessuti antichi conservati presso il Museo di Tolmezzo.

Nello stesso paese, la Vecchia Osteria Cimenti (tel. 0433750491), una tipica locanda tutta in pietra e legno, è uno dei locali dove gustare le specialità della cucina carnica. I cjarsons, per esempio, ovvero ravioloni farciti con diversi ingredienti, dolci e salati: ricotta ed erbe aromatiche, ma anche patate, mele, pere, uva passa, cannella e marmellate. Il frico è invece un croccante tortino di patate e formaggio, che in Carnia si usa arricchire di erbe, cipolle o patate. Tipiche sono anche le zuppe di patate, crauti, fagioli e a volte anche orzo. Infine, la polenta cuincjade, affogata nel latte, nel burro e nella ricotta, e il muset e brovada, un particolare cotechino friulano aromatizzato con spezie e servito con un contorno di rape fermentate nelle vinacce.

Chi decide di restare a dormire in una delle otto camere sopra il ristorante, la mattina potrà fare colazione con squisite marmellate di mele, rabarbaro, menta e zucca, tutte rigorosamente fatte in casa. Da Villa Santina è possibile procedere verso Enemonzo. L'arrivo in paese è segnalato da un campanile pendente, che sorge isolato. Qui ci si può fermare anche per fare acquisti al Caseificio Val Tagliamento, che propone un'ampia scelta di ottimi formaggi, compreso l'unico formaggio salato prodotto nella regione, che deve il suo inconfondibile sapore a una prolungata salamoia e all'aggiunta di panna. Ci sono anche salumi e dolci tipici, come le celebri Esse, i biscotti che sono una delle specialità carniche più conosciutae. Da Enemonzo, se si prosegue verso Ampezzo imboccando una strada stretta ma suggestiva, piena di tornanti e gallerie scavate nella roccia, si può arrivare al solitario borgo di Sauris, nell'alta valle del fiume Lumiei.



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Sauris e il mondo delle malghe
LOCATION
Lateis

INDIRIZZO
Lateis, 33020 Sauris UD


Non lontano da un lago color smeraldo, dove in estate si può fare il bagno e andare in canoa, circondato da prati, pascoli, vette dolomitiche, Sauris è il più alto comune del Friuli: un piccolo paradiso suddiviso nelle tre frazioni di Sauris di Sopra, di Sotto e Lateis. Insieme all'italiano, qui si parla un arcaico dialetto tedesco, ricordo ancora vivo dell'insediamento di una comunità carinziana-tirolese in epoca medioevale.

Oltre che nella lingua, i segni di quest'antica cultura si ritrovano anche in altre manifestazioni. Per esempio, nell'architettura: uniche in tutta la Carnia, le case saurane sono in pietra solo al piano terra, con la parte superiore interamente in legno e costruita secondo la tecnica del blockbau, con tronchi sovrapposti e incastrati negli angoli. Tavolette di legno, chiamate scandole, ricoprono anche il tetto spiovente delle case. Caratteri medioevali ha anche la festa per cui Sauris è famosa anche fuori dalla Carnia: il Carnevale, con il corteo notturno delle tradizionali maschere di legno, animato da balli, canti e gustose soste davanti ai falò.

A Sauris di Sopra, la bottega Legnostile propone accanto a lavori di gusto contemporaneo, sculture e maschere tradizionali. Sempre nella parte alta del paese, si può far visita alla quattrocentesca Chiesa di San Lorenzo, che, con lo svettante campanile a cuspide, spicca su un pendio del monte, a ridosso del centro abitato. All'interno, è conservato un prezioso Flügelaltar: un altare in legno intagliato, scolpito e dipinto, del '500. Interessanti anche le esposizioni sulla cultura locale, promosse periodicamente dal centro di orientamento etnografico S' Haus van der Zahre, nei locali di un rustico restaurato.

Scendendo a Sauris di Sotto, dopo una visita al Santuario di Sant'Osvaldo, si può passare da Wolf, una piccola azienda, con all'interno un negozio e una saletta per la degustazione, che produce dal 1862 una delle prelibatezze più rinomate di tutta la Carnia: il prosciutto di Sauris, dal caratteristico profumo aromatico e dal gusto leggermente affumicato. L'affumicatura, tecnica usata da sempre dalle popolazioni di montagna per conservare carne e formaggio durante l'inverno, si ottiene, come un tempo, solo con il fumo di legna di faggio.

Un assaggio del prosciutto di Sauris non manca mai in tutti i ristoranti della zona. Si consiglia, fra questi, il ristorante Alla Pace, per l'atmosfera rustica e la proposta di una cucina tradizionale, genuina e sostanziosa: stracci di pasta fresca conditi con ricotta e speck, cjarsons alle erbe, zuppe di orzo e fagioli, costine di maiale con crauti e cervo con la polenta (Sauris di Sotto, tel.+39.0433.86010).

Più innovativo l'ambiente e il menu del Kursaal, dove i piatti robusti della tradizione sono rivisitati con mano più leggera e raffinata (Sauris di Sotto, tel.+39.0433.86202). Al ristorante dell'albergo Riglarhaus (tel 0433-86013) , immerso nel verde silenzio della frazione di Lateis, ancora più dei piatti meritano le grappe, aromatizzate in casa con erbe come il sedano selvatico di montagna, la genziana, l'acetosella, l'anice, il ginepro, la calendula, la melissa. In estate, il piccolo hotel è una comoda base per raggiungere, con facili escursioni, le numerose malghe dei dintorni di Sauris.

Le casere tradizionali, espressione di una realtà economica che va scomparendo, sono protagoniste da giugno a settembre dell'interessante manifestazione il "Mondo delle malghe", che coinvolge l'intera regione. In ogni valle, si organizzano escursioni e visite guidate ai luoghi della lavorazione del latte, dove gli assaggi di prodotti come il burro da affioramento, la ricotta fresca, affumicata e franta (vale a dire salata, pepata e lasciata fermentare quaranta giorni), e il formaggio di malga che matura al fresco per sessanta giorni fanno dimenticare la fatica dell'arrampicata.




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