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Venezia: un giro tra i suoi caffé-salotto

Venezia: un giro tra i suoi caffé-salotto


"Il caffé è un'accademia platonica, in quest'accademia non s'insegna niente, ma si imparano la socievolezza e il disincanto. Si può chiacchierare, raccontare, ma non è possibile predicare, tenere comizi o fare lezione". Libero, tollerante, amante dei piaceri della vita come di quelli dello spirito, il carattere di Venezia è tutto qui, in queste parole dello scrittore Claudio Magris, che descrivono una delle istituzioni più tipiche della città, il caffé. L'incontro tra Venezia e il caffé risale all'inizio del Seicento, quando nel suo porto approdarono i primi sacchi di caffé destinati al mercato europeo; furono però gli inglesi a dar vita, nel tardo Seicento, ai primi locali per la degustazione della 'nuova' bevanda, le coffee houses, appunto. A differenza di Londra, che solo un secolo dopo aveva indirizzato le sue preferenze a favore del tè, Venezia non ha mai perso il piacere di gustare il caffé. Anzi, intorno al caffé ha costruito un modo di vivere, una società e una cultura. Ecco allora un itinerario che ha come filo conduttore il caffè, nei "salotti pubblici" dove i veneziani s'incontrano e si danno appuntamento.

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Itinerario
1
Al tavolo della Serenissima
LOCATION
Caffé Florian

INDIRIZZO
Piazza San Marco, 1 Venezia


L'itinerario può partire dal Caffé Florian, il più antico di Venezia, tutto velluti, specchi, cornici dorate nel più squisito gusto rococò. Aperto nel 1720 in piazza San Marco, nel cuore della Venezia aristocratica, era frequentato non solo dai nobili ma anche dal popolo ed era l'unico locale che consentiva l'ingresso alle donne. Per Casanova e per Goldoni era, per ragioni diverse, un punto di osservazione importante, dove tra l'altro il celebre commediografo veneziano ambientò una della sue pièce più famose, La Bottega del Caffè. Ai tavolini del Florian si sono seduti centinaia di ospiti eccellenti, da Byron a Foscolo, da Goethe a Proust, tanto che ancora oggi è meta di turisti provenienti da tutto il mondo, che possono sognare di veder riflessi negli specchi le dame, i cavalieri e i cicisbei che Pietro Longhi ha saputo ritrarre con maestria (1702-1785).  Molti quadri di questo pittore, con scene di vita veneziana, dalla toletta alla visita della sarta e del medico, dai balli alle feste in famiglia, al rito del caffé, sono conservati in due musei cittadini: il Querini Stampalia e Ca' Rezzonico, sul Canal Grande. Ca' Rezzonico, in particolare, è uno splendido esempio di dimora patrizia, affrescata da Tiepolo e da Crosato, illuminata da lampadari in vetro di Murano, arredata con mobili del più celebre ebanista veneziano del periodo, Andrea Brustolon, e oggi sede del Museo del Settecento Veneziano. In piazza San Marco, si trovano altri due locali storici: il Caffè Lavena, molto amato dai veneziani, e il Gran Caffè Quadri, inaugurato nel 1775. Questi locali offrono tavolini all'aperto sul selciato della piazza e violini che alternano le loro melodie con quelle dell'orchestra di fronte al Caffè Florian. Al piano superiore il Quadri dispone anche di un'incantevole saletta dove è possibile pranzare, a prezzi adeguati all'eccezionalità della posizione. Gli arredi sono d'epoca ed eccellenti sono state le frequentazioni, da Stendhal a Balzac, da Dumas a Wagner.



1
Americani a Venezia
LOCATION
Harry's Bar

INDIRIZZO
Calle Vallaresso, 30124 Venezia


Lasciando il Settecento per epoche a noi più vicine, a due passi da piazza San Marco, s'incontra il più rinomato caffè della Venezia di oggi, l'Harry's Bar. Celebrato da Hemingway, che quand'era in città aveva qui un tavolo fisso, è luogo d'incontro dei veneziani chic e tappa dei personaggi dello star system internazionale. Qui tutti fanno a gara nel dimostrare familiarità con il proprietario, Arrigo Cipriani, nato in una famiglia che ha fatto la storia dell'ospitalità veneziana. Ad aprire l'Harry's, nel 1931, fu il padre di Arrigo, Giuseppe Cipriani, fondatore anche del lussuoso Hotel Cipriani sull' isola della Giudecca, e della Locanda Cipriani, altro luogo amato da Hemingway, nell'incantevole isola di Torcello, a pochi passi dal Battistero di Santa Fosca, il più antico monumento della Laguna.

Continuando sulla "via dei caffé" veneziani, si può fare una sosta anche in quelli d'arte, fioriti, sull'onda di quanto avviene all'estero, all'interno dei musei: tralasciando il Cipriani di Palazzo Grassi (aperto solo in occasione delle mostre), ricordiamo il Florian Arte Caffé, all'interno della Fondazione Querini Stampalia, in un'area del palazzo recentemente restaurata da Mario Botta (l'architetto della 'nuova' Scala di Milano) e affacciata sul giardino disegnato da Carlo Scarpa, il maggior architetto e designer veneziano del Novecento.

E ancora il Peggy Guggenheim Museum Café, nella foresteria di Palazzo Venier dei Leoni, sede della collezione che fu di Peggy Guggenheim: oltre 200 opere di pittura e scultura rappresentative di tutti i movimenti artistici del Novecento. La più nota collezione di arte moderna della città che, va detto, vanta però un altro importante museo d'arte moderna, Ca' Pesaro, e alcuni padiglioni moderni nei Giardini della Biennale firmati da grandi architetti come Hoffnann, Rietveld e Aalvar Alto.

Tra i locali da segnalare vi sono anche il Caffè Rosso di campo Santa Margherita, storico locale dell'intellighenzia veneziana, il Novecento (Ponte di Rialto) in incantevole posizione dove si ascolta musica jazz, e l'Imagina Cafè (Ponte dei Pugni), storica galleria fotografica che si è trasformata in un simpatico bar, dove si ammirano le opere esposte e intanto si chiacchiera o si beve uno spritz, l'aperitivo di vino bianco allungato con seltz e un goccio di liquore, tipico di Venezia.




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