Valtellina: le montagne dei pizzoccheri e dei robusti vini rossi

La "grande muraglia". Con questo nome è conosciuta la lunga schiera di terrazze coltivate a vite che dal comune di Morbegno a quello di Tirano attraversa tutta la bassa Valtellina. "Grande muraglia" perché, per costruire i muretti di sostegno, ci sono voluti, nel corso dei secoli, un numero di pietre pari a quello usato per la celebre fortificazione cinese. Così il lavoro dei contadini, che da generazioni si affaticano su questa terra impervia, dove i filari delle viti si arrampicano oltre i 500 metri di altezza, è stato definito "viticoltura eroica". Il frutto dei loro sforzi sono i Valtellina Superiore DOCG: una serie di vini rossi vigorosi, apprezzati da intenditori di tutto il mondo. Ottenuti con uve Nebbiolo, prendono il nome da quattro storiche zone di produzione, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella, che si estendono intorno a Sondrio; il capoluogo della provincia e cuore della Valtellina vinicola, è il punto di partenza di un itinerario all'insegna dei forti e genuini sapori di montagna.

Sondrio
INDIRIZZO
piazza campiello, 1 Sondrio
Tra i principali punti d'interesse a Sondrio, il Castello Masegra, che domina la città dall'alto della rupe dove fu costruito nel 1041, e il salotto di piazza Campiello, su cui si affacciano la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio e il cinquecentesco Palazzo Pretorio, sede del Comune. La vicina piazza Garibaldi segna l'inizio di un percorso pedonale tra negozi specializzati in "bontà valtellinesi": dalle delicate ma appetitose bresaole ai salumi più rari, come la slinzega (una bresaola più piccola di carne mista bovina ed equina) e il violino, un aromatico prosciutto di capra così chiamato per il singolare modo in cui viene affettato, appoggiandolo cioè sulla spalla, come un violino.
Non meno rinomati dei salumi sono i formaggi, che nascono da una tradizione millenaria: il Valtellina Casera, un formaggio di latteria che può essere fresco o stagionato, lo Scimudin, una formaggella a pasta grassa, e il Bitto, un formaggio d'alpeggio riconosciuto come il re delle produzioni casearie valtellinesi, che si fregia della Denominazione di Origine Protetta. A Sondrio, uno degli indirizzi migliori dove comprarlo è il negozio di Giuseppe Tognolina (via Beccaraia 4, tel.+39.0342.514673), che va a scegliere personalmente le tome negli alpeggi migliori della Valgerola, ad oltre 1800 metri di quota.
Il centro storico di Sondrio racchiude anche molte dimore signorili, ornate da portali e fregi, con cortili interni circondati da portici e loggiati, cancelli e balconi in ferro battuto. Nei pressi di piazza Quadrivio c'è Palazzo Sassi de Lavizzari, che oggi ospita nelle sua sale le raccolte del Museo Valtellinese di Storia e Arte. Fra queste, una ricca selezione di opere dei Ligari, una famiglia di artisti che hanno lasciato numerose testimonianze nella regione fra il 1600 e il 1700.
Merita una visita anche lo storico rione Scarpatetti: abitato fin dal Medioevo, si contraddistingue per le caratteristiche casette in pietra con balconi di legno decorati da pannocchie e grappoli d'uva. Da qui, la Panoramica dei Castelli, un'antica strada disseminata di ruderi di fortificazioni medievali, sale verso i vigneti di Grumello e di Inferno. Il nome singolare di quest'ultima zona, da cui ha origine il più austero dei vini Valtellina Superiore, si riferisce alle elevate temperature che si raggiungono in estate tra le vigne dei terrazzi, molto esposte al sole. Con una breve escursione a ovest di Sondrio, inoltre, si possono raggiungere i vigneti del "Sassella", dove il Santuario della Madonna, che domina dall'alto di un promontorio roccioso, merita una visita per la ricca decorazione ad affresco dell'interno.

Tirano
INDIRIZZO
Tirano SO
Allontanandosi da Sondrio verso est, si attraversa l'ultima delle tradizionali aree di produzione vinicola, la Valgella. Meglio esposta al sole rispetto alle altre, è la zona che regala il rosso più morbido e fruttato di tutti i vini valtellinesi, il Vagella appunto. Non lontano da questi vigneti, adagiata su un altopiano a oltre 800 metri di altitudine, si trova Teglio, il cui nome ha dato probabilmente origine a quello della Valtellina, anticamente detta Tellina Vallis. Borgo delizioso, conserva numerosi monumenti d'interesse artistico: fra questi, la piccola chiesa romanica di San Pietro e Palazzo Besta, un'imponente dimora rinascimentale, celebre soprattutto per gli affreschi con scene tratte dall'Eneide e dall'Orlando Furioso. Circondata da campi coltivati a grano saraceno, una coltura capace di resistere più del grano e del mais al clima rigido delle Alpi, Teglio è anche la capitale della gastronomia valtellinese. Qui, infatti, sono nati i "pizzoccheri", le rustiche tagliatelle, condite con verdure, formaggio Casera e abbondante burro fuso insaporito con aglio, riconosciute come il piatto simbolo della Valtellina. Fra le altre specialità locali a base di grano saraceno, si consiglia di provare la sostanziosa polenta taragna, affogata nel formaggio e nel burro fuso. E il saporito chisciol, una specie di focaccia di farina scura condita con formaggio stagionato, burro, strutto e grappa. Altrettanto gustosi sono gli sciatt, delle frittelle di farina scura ripiene di formaggio, da servire con cicorino. Da Teglio si può procedere verso un altro borgo storico tra i più interessanti e importanti della Valtellina, Tirano. Il tratto di strada che collega i due comuni si snoda lungo il territorio storico dello Sfursat, il vino valtellinese più potente e pregiato, che si ottiene con uve appassite. Lo Sfursat è soprattutto un vino da meditazione, ideale da degustare dopo cena davanti al fuoco del camino, che può essere anche accompagnato da taglieri di formaggi locali. L'arrivo a Tirano è segnalato dall'imponente mole del Santuario della Beata Vergine, il monumento religioso più importante della valle: edificato nel 1487 e interamente ricostruito nel XVII secolo, è caratterizzato da una sfarzosa decorazione a stucchi e da uno slanciato campanile a trifore. Proprio a fianco del Santuario, c'è un piccolo panificio con belle volte e stucchi d'epoca, dove si può acquistare la brasciadela, il tradizionale pane di segale a forma di ciambella. Non lontano si trova il Palazzo Sertoli Salis, che da sempre ospita una delle più rinomate case vinicole valtellinesi. Costruito nel XVII secolo dalla famiglia Salis Von Zizers, i cui vini arrivavano fin sulla tavola dell'Imperatore Leopoldo I d'Asburgo, il Palazzo ospita ancora oggi le cantine di affinamento, tra le sale splendidamente affrescate, restaurate recentemente.


La produzione di Bresaola in Valtellina - di origine antichissima, come in tutto l'arco alpino - è documentata fin dall'alto Medioevo.
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