Pesto alla genovese
La storia
Il basilico della varietà tradizionale è una coltivazione simbolo dell’intera regione, in realtà i pesti si diversificano negli ingredienti secondo le zone, costiere o montuose e secondo la diversa reperibilità delle risorse: le noci o le nocciole possono sostituire i pinoli e caprini e ricotte possono alternarsi al Parmigiano o al pecorino.
Il Pesto alla genovese
La preparazione si fa rigorosamente pestando il basilico col sale marino, i pinoli e l’aglio nel mortaio tradizionale di marmo, unendo poi mano a mano l’olio extravergine d'oliva ed il formaggio pecorino o di capra fresco ed il Parmigiano–Reggiano grattugiato.
La salsa così ottenuta si conserva in vasetti di vetro ben chiusi e posti in luogo fresco e buio. Le ricette prevedono l’abbinamento con la pasta: classiche le trenette e le trofie unite a patate lessate a cubetti e fagiolini lessati e tagliati a tocchetti, o coi testaroli.






































































































